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Il caffè è lavorato
attraverso la tostatura che costituisce una delle fasi più
importanti della sua preparazione. E' dalla tostatura che si sviluppa
l'aroma e il sapore caratteristici del caffè. Nella torrefazione
avviene una rapida eliminazione di gran parte del contenuto di acqua dei
chicchi (l'umidità finale è di circa lo 0,1%); quando il
calore ha quasi completamente eliminato l'acqua, la temperatura dei chicchi
aumenta fino a dare luogo all'imbrunimento dei chicchi (fenomeno conosciuto
come reazione di "Maillard"). I chicchi aumentano di volume,
perdono una sottile pellicola esterna e diventano duri e fragili.
Si formano durante la tostatura numerosi composti aromatici volatili:
una parte notevole di questi aromi viene "catturata" dal particolare
tessuto
"spugnoso" di cui è costituito il chicco (vi sono infatti
numerose e microscopiche cavità che trattengono gli aromi e ne
permettono la fuoriuscita in parte durante a macinazione e in parte durante
l'infusione del caffè).
La tostatura inoltre rende friabile il chicco, da cui ottiene facilmente
per
macinazione la polvere da cui si prepara, per estrazione con acqua bollente,
la bevanda. Inoltre, nel corso di tale processo, che implica l'uso di
temperature
che raggiungono a volte i 230°, le sostanze componenti subiscono delle
trasformazioni chimiche. Il grado di tostatura varia a seconda dei gusti
del cliente. Quando sono tostati i chicchi aumentano di volume in ragione
del
30-50 % e perdono peso di circa il 18-22%. Al fine di evitare alterazioni
del prodotto sono stati messi a punto vari metodi di confezionamento intesi
a proteggere dall'azione dell'ossigeno atmosferico e qualità del
caffè.
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